GORIZI

Il villaggio Gorizi si trova a sud-ovest del Volga, sulla riva sinistra del fiume Sheksna.

Il nome Gorizi proviene dalla parola “gory” che vuol dire i monti, le colline alte, che si trovano qui vicino : Maura, Nikitskaja e Gorodok. Le ultime due dopo la costruzione del serbatoio idrico sono diventate le isole, tra le quali passano le navi. Maura invece anche adesso domina il paesaggio. In cima c’è una enorme pietra, sul quale anche adesso si puo vedere un’impronta che assomiglia a quella di un piede. Seconda la leggenda questa impronta del piede appartiene all’archimandrita del Monastero di San Simone di Mosca, beato Kirillo, e si dice che proprio dal monte Maura lui ha visto il posto dove poi è stato costruito il suo futuro monastero. Nel 1997, quando il monastero di san Kirillo ha compiuto 600 anni, vicino alla pietra fu messa la Croce, e nel 2000 fu ricostruita la capella di legno.

Al sud si trova il convento femminile della Risurrezione del Signore.

La storia del convento è molto tragica. Pratticamente sin dalla sua fondazione diventó un reclusorio per le donne di alta nobilta russa. La tradizione popolare denomina il convento “Il monastero delle principesse cadute in disgrazia”. Il convento fu fondato nel 1544 dalla principessa Efrosinia Chovanskaja, la moglie dell’ultimo principe indipendente locale Andrea Starizkij, figlio minore del Gran Principe di Mosca Ivan III. Nel 1563 la principessa organizzó la congiura, sperando di mettere sul trono suo figlio al posto del piccolo figlio dello zar. La congiura non ebbe buon fine. La principessa Efrosinia fu rinchiusa dentro il convento, che lei stessa fondó. Dopo sei anni i suoi parenti organizzarono ancora una congiura, dopo di che tutta la famiglia Starizkij fu sterminata e la princepessa fu annegata nel Sheksna.

Dopo tutta questa vicenda il monastero è diventato il posto dove venivano esiliate le donne nobili. Nei tempi dell’invasione polacca nel XVII secolo il convento è stato completamente distrutto, tante monache sono state uccise oppure ferite.

Pero’ poi piano piano il convento è rinato di nuovo. Nell’epoca di Pietro I il convento, come quasi tutti gli altri monasteri, ha avuto tante difficoltá, è rimasto privo della maggior parte dei suoi terreni che sono diventati statali. Il monastero nei tempi di priora Mavrichia ebbe un nuovo periodo di fioritura. Nei 45 anni di priorato di Mavrichia il convento divento’ uno dei piú ricchi monasteri di Russia.

Nel 1932 il monastero fu chiuso. Tante monache sono state portate nei campi di concentramento, alcune di esse sono riuscite a fuggire nei paesi vicini. Ultima priora del monastero, Zosima, nel 1929 fu arrestata e poi fucilata.

Nel anno 1999 con la benedizione del Patriarca Alessio II il Convento di Goritzy diventa di nuovo funzionante. Adesso qui vivono circa 10 monache insieme con la priora.

Le suore fanno tutto da sole, possiedono mucche, capre e galline, giardini e orti.

La costruzione piu importante del convento  è il Duomo della Risurrezione del Cristo che fu costruito nel 1544 dai maestri locali, alla fine del XVIII secolo furono costruite anche il Campanile e il refettorio.

 Il Duomo di Santa Trinita della seconda meta’ del XIX secolo fu costruito sopra la tomba delle sante suore Efrosinia e Juliania.

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